di Stefano Joppi

Anderloni, solo gioia «Vittoria del gruppo»

PALLONE D'ORO 25 mag 2022

Si è ripreso la serie D con la tenacia, la forza delle parate e della testa. Tommaso Anderloni, ventidue anni festeggiati il 12 aprile, è uno dei tanti protagonisti della inaspettata e meritata vittoria del Villafanca nel campionato di Eccellenza. Una corsa sempre in solitaria tra due corazzate come Montecchio e Vigasio, costrette ad inseguire. Ma non solo. C'è stato bisogno, e che fatica, di superare brillantemente lo scoglio dei play off per riportare i blaugrana in Quarta serie. «Mi piace pensare sia il successo del gruppo più che dei singoli», attacca il ragazzo di San Giovanni Lupatoto. «Una macchina perfetta dove tutte le componenti si sono incastrate alla perfezione: giocatori, tecnico, dirigenti. In questi casi si suol dire che è la vittoria del gruppo e, vi giuro, non è la solita frase fatta", continua il numero uno che ama ricordare quando per la prima volta ha avuto la chiamata in... porta. «Chi mi ha aperto gli occhi è stato Gigi Buffon. I suoi voli tra i pali li ho ben impressi in mente in quell'estate del 2006 quando l'Italia di Lippi vinse il Mondiale di calcio. Ecco lui (Buffon nda) è uno dei miei idoli ma come oggi non sottolineare la grandezza di Maignan che ha difeso i pali del Milan. Un portiere completo con grande intelligenza tattica e capacità di partecipare alla manovra di gioco con i piedi. No, non sono un tifoso del Milan, simpatizzo solo per i rossoneri, racconta Anderloni impiegato presso un'attività commerciale di Verona. Un lavoro raggiunto dopo il diploma sui banchi del Liceo Messedaglia e il biennio successivo all'Its, scuola di formazione che apre le porte al mondo del lavoro. Tornando al Villafranca Vittorio non ha dubbi. «Il momento più esaltante è stato quando abbiamo messo in fila tredici vittorie consecutive, abbattendo il morale dei diretti rivali alla corsa promozione. Per un certo momento ci siamo sentiti invincibile. A riportarci con i piedi per terra la sconfitta a Garda. In quel momento, per ciò che mi riguarda è stata importante l'incoraggiamento e la forza che ho ricevuto dalla mia ragazza Greta e dalla famiglia, alla quale dedico la promozione: papà Roberto e mamma Fiammetta. Si, mi hanno sempre seguito partita per partita. Mamma ha saltato la trasferta a Garda e i risultati si sono visti», ride il numero uno ex giovanili del Chievo e poi del Caldiero con il quale ha debuttato in serie D. Un campionato che ora ha la possibilità di riassapora con la compagine all'ombra del Castello. «Al momento con la società non c'è stato tempo di parlare di futuro. Sono stati giorni intensi di festeggiamenti, baldoria. Ce lo siamo meritati. Non nego che mi piacerebbe molto rimanere nel Villa, di continuare con questo gruppo e il mister il confronto in una categoria superiore. Corghi (l'allenatore nda) ha dato una identità alla squadra, ha trasmesso i dettami del bel gioco con palla a terra e grande intensità. Ha fatto crescere in tutti noi l'autostima guidandoci all'apoteosi. Gli avversari? Beh non è stato facile contro il Montecchio e il Vigasio che schieravano tanti giocatori di valore ed esperienza. Oltre a Casarotto, il bomber del campionato, mi ha impressionato tra gli avversari l'attaccante del Cornedo Miloradovic», conclude Anderloni che non nasconde di fare un pensiero al Pallone d'Oro. «I mie familiari e gli amici, il Villafranca, e i colleghi di lavoro, stanno raccogliendo i tagliandi de L'Arena. Un gioco divertente, sano per continuare a sognare». .