di Stefano Joppi

«Bella sorpresa. Grazie agli amici, sono commosso»

SOGNI DI GLORIA 30 mar 2022
Elia Quagiotto Elia Quagiotto

Il primo acuto è di Elia Quagiotto, giovane promessa del Villafranca. È lui il re, per una settimana al momento, del Pallone d’Oro. «È incredibile, la sorpresa è stata davvero tanta. Non so di preciso chi abbia raccolto i tagliandi», afferma con voce timida e dalla genuinità dei suoi diciotto anni la mezzala di Pizzoletta. «Io non li ho spediti in corso Porta Nuova (sede de L’Arena, ndr) ma giorno dopo giorno ho scoperto che più di un amico e qualche mio professore di scuola li ha raccolti e spediti per me. Poi ho dei sospetti. Forse sono stati gli amici dei mie nonni che abitano a Santa Lucia e che si ritrovano al circolo anziani. Sono commosso», continua lo studente dell’istituto tecnico «Ettore Bolisani». L’indirizzo scelto è quello del turismo e commerciale. «Quest’anno ho l’esame di maturità. Vado discretamente bene ma sinceramente non ho ancora scelto il percorso da seguire dopo il diploma. C’è ancora tempo. Di certo prima viene lo studio poi il calcio che è e deve rimanere un divertimento. Per questo non cullo alcun sogno particolare», sottolinea Elia che apprezza molto l’iniziativa de L’Arena. «È un’ottima vetrina per tutti noi, perfetti sconosciuti. Un modo simpatico per tener accesi i riflettori sul calcio dilettantistico, sulla passione che culliamo per uno sport aggregante. Al Villafranca sto alla meraviglia. Siamo un gruppo compatto non c’è alcun tipo di nonnismo e al giovedì sera dopo gli allenamenti ci troviamo sempre insieme a mangiare “Al Viandante”. Qui si che si sente la differenza tra i big della squadra e noi ragazzini. Ma in senso positivo. Loro pagano 10 euro e noi 5. La differenza ce la metta la società. Sono segni importanti di attenzione nei nostri confronti», continua Quagiotto che nel suo piccolo ha già pensato al regalo di matrimonio per il suo compagno di squadra Federico Maccarone. «Vorremmo festeggiare con lui la promozione in serie D. Come tutti noi ci tiene in modo quasi maniacale. Se lo merita perché è un ragazzo eccezionale». Sa bene Elia che il cammino è ancora lungo e quasi con pudore ritira i proclami di vittoria. «Andiamo avanti partita per partita consci comunque del nostro valore. Non abbiamo paura di ciò che ci aspetta anche perché siamo ben guidati in campo da mister Corghi e, fuori dal rettangolo verde, dalla società. Il direttore generale Mauro Cannoletta è sempre presente, pronto a risolvere ogni nostro minimo problema. Insomma si respira una bell’aria e si vive serenamente, senza tensioni», snocciola Elia che ammette di non amare la lettura e nemmeno, più di tanto, la musica. «Il mio tempo libero arriva dopo la scuola e il calcio e lo impiego in compagnia di amici. Sono una mezzala mancina con una buona visione di gioco e un discreto dribbling. Il punto debole è il colpo di testa. Titolare? No. Quasi sempre entro nella ripresa ma sento la fiducia dell’allenatore e dei miei compagni di squadra». Mamma Barbara e papà Ferdinando non mancano di seguire dagli spalti il loro unico figlio, anche in trasferta. «L’hanno fatto sempre anche quando ero nelle giovanili del Chievo, poi sono passato al Vigasio e ora eccomi al Villafranca. Qui sto bene». Soprattutto quando al termine della partita con i compagni festeggia le vittorie rossoblù intonando la celebre canzone Ma il cielo è sempre più blu. Con una piccola variazione al testo di Rino Gaetano...Il cielo è sempre più rossoblù.•.