di Stefano Joppi

«Il Chievo una famiglia. Mozzecane gran club»

IMPONENTE 18 mag 2022
Tommaso Corti È un centrocampista del Mozzecane Tommaso Corti È un centrocampista del Mozzecane

Sul campo non è finita bene ma la stagione trascorsa a Mozzecane è stata davvero unica per Tommaso Corti, centrocampista di buone speranze. «Siamo retrocessi per tutta una serie di motivi che a bocce ferme non ha neppure senso di riassumere. Prendiamo atto del risultato finale e giriamo pagina. Rimane però il dolce ricordo di un gruppo affiatato e di una dirigenza sempre pronta a non farci mancare nulla a partire dal presidente Riccardo Montefameglio. Un ambiente che mi ha fatto crescere sotto l’aspetto umano e al quale mi sento molto legato», afferma candidamente dall’ufficio dell’Unicredit dove ha trovato impiego, dopo il diploma al Liceo Sportivo Copernico di Borgo Venezia. «Il futuro? Lasciamo passare ancora qualche settimana e poi mi ritroverò a tavolino con i dirigenti del Mozzecane per capire quale strada imboccare. Non c’è fretta. C’è da metabolizzare una retrocessione e ritrovare i giusti stimoli», riprende il ventunenne con un trascorso nelle giovanili del Chievo. «Dieci anni di settore giovanili fino alla Primavera. Magari non ho giocato moltissimo nell’ultima esperienza con la Primavera ma lì ho capito che per emergere non servono solo doti tecniche. Ci vuole testa, applicazione, senso del sacrificio. E ancor più la testa libera da pensieri perché i problemi quotidiani te li porti in campo», sottolinea Tommaso che preferisce glissare sui particolari. «Certo che mi dispiace sia scomparso dal panorama nazionale il Chievo. È stata una seconda famiglia. Ho conosciuto compagni che sono entrati nel mondo professionistico, il sogno per chi ama questo sport. Massimo Bertagnoli è finito al Brescia, Filippo Tuzzo è al Foggia, Pietro Rovaglia alla Ternana. Insomma c’è chi ha fatto il salto. A volte ci penso anch’io ma è appunto solo un pensiero», sorride Corti ragazzo umile che ama stare in compagnia. Lo raggiungiamo il giorno dopo l’esibizione della sua amata squadra. «Lunedì sera ero all’Allianz Stadium di Torino a vedere la Juventus. C’era da celebrare l’ultima partita di Chiellini e Dybala, due grandi giocatori che hanno dato molto ai colori bianconeri. Sono andato con degli amici e papà Giuseppe. A casa siamo tutti juventini. L’unica nota stonata, scherzo dai, è Aurora la mia fidanzata. È di Milano e tifa per il Milan. No, lei non mi segue molto durante le mie partite per via della distanza. Sono sempre sugli spalti invece mamma Federica e papà. Ho anche una sorella più piccola», racconta Tommaso un metro e ottantacinque di altezza ma non troppo forte nel colpo di testa. «Diciamo che con i piedi sono più abile. Mi piace inserirmi dalle retrovie negli spazi aperti dagli attaccanti. Di solito tre o quattro gol li realizzo ma nell’ultima stagione la casella dei marcatori è rimasta desolatamente in bianco. Il gol che amo più ricordare è il tiro dalla distanza contro il Torino nel campionato Under 17 con la casacca gialloblù del Chievo. Si sento molte voci che danno la possibilità di una ripartenza della società della Diga. Mi farebbe immenso piacere. La Clivense? Ho molti amici che ci giocano e dopo il brillante campionato vinto di Terza categoria leggo dei piani per salire subito in serie D», conclude Tommaso che dopo il Chievo è andato in serie D al Porto Tolle e poi due anni al Vigasio. Fans di Marchisio, il «Principino». «Aveva uno stile di gioco che mi ha sempre affascinato. Forse per l’eleganza di movimento tra le linee».•.