di Andrea Marchiori

«Il mio idolo è Totti. L’Avesa bella realtà Il top è il gol nel derby»

IL DEBUTTANTE 18 mag 2022
Marco Vignola Avesa Marco Vignola Avesa

Si divide tra economia e campo, Marco Vignola, giovane promessa in forza all’Avesa. Centrocampista, destrorso, ricopre per lo più il ruolo di impostatore. «Sono un centrocampista centrale, almeno in questo anno di debutto in prima squadra», spiega il classe 2002, «l’anno scorso ero agli Juniores e il ruolo richiedeva diverse applicazioni, ora sto imparando». Marco è un sostenitore della Roma, una storia che ha origine in giovane età: «Il mio idolo è Totti», racconta il giovane dell’Avesa, «e nonostante non condivida il ruolo, mi sono appassionato da quando l’ho visto, da piccolo, al Mondiale». L’Avesa ha chiuso il campionato al quinto posto. Un’annata tutto sommato soddisfacente per il giovane regista: «Buona stagione, in realtà siamo una squadra abbastanza giovane», prosegue Marco, «siamo in sei, sette 2002 e diversi ’99 e ’98, in confronto a tante altre squadre avevamo un po’ meno di esperienza». Marco, quindi, aggiunge: «Tuttavia, alla fine siamo arrivati quinti, senza grandi problemi, in un girone spaccato in due: prime cinque poi in resto, la sesta dovrebbe essere a più di dodici punti da noi. Viste le premesse, cioè una squadra poco esperta, ci possiamo definire soddisfatti». Marco ha sempre vestito i colori dell’Avesa: «Sempre qui», afferma con orgoglio, «da quando avevo cinque, sei anni. Mi trovo bene e anche ora riesco a dividermi tra gli allenamenti, la partita e lo studio». Vignola custodisce gelosamente un momento della stagione tra i ricordi da annoverare: «Il derby con il Cadore in Coppa, senza dubbio: ho segnato il mio primo gol, una bellissima sensazione». Marco guarda al futuro con ottimismo: «Come ho detto in precedenza, con la squadra ci siamo trovati bene e siamo tutto sommato soddisfatti, abbiamo anche avuto la speranza fino alle ultime giornate di arrivare secondi o terzi: questa è un’ottima cosa considerando la poca esperienza del gruppo, sono convinto che l’anno prossimo miglioreremo i difetti palesati quest’anno». Obiettivi di squadra che combaciano con quelli personali: «L’esperienza di quest’anno mi aiuterà molto per la prossima stagione, la prima squadra è un mondo diverso rispetto agli Juniores». Infine, un passaggio sulla nomination al Pallone di bronzo: «Conoscevo già l’iniziativa, mio nonno era nel giro la scorsa edizione per le Bandiere del passato ed è anche merito suo se quest’anno sono qua. Sicuramente è una grande soddisfazione», conclude il centrocampista dell’Avesa, «e ci tengo tanto a ringraziare la società e la mia famiglia, mio nonno Giorgio in particolare per tutto il lavoro che ci mette per contribuire alla mia competizione».•.