Di Stefano Joppi

La ricetta di Giacomo: «Tanto pragmatismo»

12 mag 2021
Giacomo Pizzini, 17 anni di Pescantina Giacomo Pizzini, 17 anni di Pescantina

Fa parte della ricca “covata” del settore giovanile del Villafranca. Il terzino sinistro Giacomo Pizzini, 17 anni di Pescantina, è uno dei tanti volti nuovi lanciati da mister Paolo Corghi chiamato a plasmare gli amaranto del futuro. Domenica contro il Valgatara, gara vinta dalla compagine della Valpolicella, il ragazzino è entrato in campo a partita in corso al posto dell’infortunato Abbate mostrando subito una buona dose di personalità. Senza tentennamenti ha provato a dare il suo contributo all’equipe all’ombra del Castello nel tentativo, fallito, di riagguantare la sfida. «Uno stop imprevisto ma che non mette la parola fine alle nostre legittime ambizioni in questo mini torneo d’Eccellenza», racconta Giacomo che ha iniziato a tirare i primi calci nelle giovanili del Chievo e poi del Verona. Da quattro stagioni è in forza al Villa dove d’incanto ha saltato il passaggio dagli Allievi alla Prima squadra. «Il direttore generale Mauro Cannoletta da sempre punta sui noi ragazzi del vivaio e anche per una nostra crescita ha deciso d’iscrivere la squadra al campionato, in questa stagione tribolata caratterizzata dalla pandemia. «Non abbiamo particolari pressioni dalla società ma il chiaro compito di onorare la maglia che indossiamo e dare sempre il massimo in campo», continua il fluidificante di sinistra gran tifoso del Milan. Facile immaginare il suo idolo (“Paolo Maldini non c’è dubbio”) e il giocatore attuale da seguire (“Theo Hernandez”). «Anch’io amo la fase offensiva, appoggiare i compagni d’attacco. Sono un mancino puro che non cerca solo la fisicità. No, non sono per tanti fronzoli. Prima di tutto il pragmatismo e se serve il pallone lo calcio fuori pur di non creare i presupposti di una ripartenza». Una grande mano nella sua crescita di giocatore arriva dall’allenatore Corghi. «Ci fa lavorare parecchio non solo sul campo ma anche nell’atteggiamento mentale. Tecnica individuale e tattica sono aspetti che non vengono sottovalutati o lasciati al caso. Poi è molto attento anche ai nostri impegni extracalcistici e quindi un mister che sa coagulare il gruppo. Al campo vengo accompagnato da mamma Federica e con i compagni della mia età ho particolarmente legato ma sono davvero preziosi i consigli di Bortignon e Taddeo, le due colonne del Villafranca», continua Pizzini che raggiungerà la maggiore età in agosto. «Il calcio è una parte importante della mia quotidianità e non nego che vorrei tanto seguire questa professione». Intanto Giacomo continua a studiare all’istituto alberghiero “Carnacina” di Bardolino dividendosi tra lezioni in Dad e presenza. Difficile d’altronde applicarsi ai fornelli in modo virtuale. «Sono un cuoco e intendo chiudere con il diploma quinquennale. Un lavoro che mi attira anche se ora mi vedo più lanciato verso un ambito di nutrizionista più che di chef. Un piatto per i miei compagni? Un filetto con senape e pistacchi. Una cosa leggera che si può tranquillamente mangiare anche prima di una partita di calcio». E dopo per festeggiare una vittoria? «Beh qui più che un pasto direi di passare direttamente alla birra», ammicca Pizzini apprendista del… pallone.