di Stefano Joppi

Marini studia il menù per la promozione

LA MEZZALA Il suo Valgatara vola nel torneo di Eccellenza e lui spera 19 mag 2021
Nicola Marini è un calciatore del Valgatara Nicola Marini è un calciatore del Valgatara

La sua squadra, il Valgatara, vola nel mini torneo d'Eccellenza, e lui, Nicola Marini, deve accontentarsi di vedere i suoi compagni dalla tribuna o panchina. Troppa ghiotta l'opportunità di salire in serie D per il team della Valpolicella per non provare a mandare sul rettangolo verde solo i pezzi da novanta dell'organico, tra l'altro rinforzato con innesti dell'ultima ora appunto per cercare l'impresa. Non se la prende Nicola, "operaio" del pallone che studia da chef dei fornelli. D'altronde il tempo per inseguire sogni di gloria sul campo di calcio non gli manca. Ha compiuto 18 anni lo scorso settembre e a rallentare la sua crescita sportiva, come per migliaia di giovani, è stata questa maledetta pandemia da covid-19. Chiusura totale dell'attività agonistica e una volta dato il via libera al pallone non sempre c'è tempo d'aspettare.

Il treno, quello giusto, passa non spesso e il Valgatara, giustamente, ci vuole provare. «Mi alleno regolarmente con la squadra», racconta Marini di San Pietro Incariano. Alle sedute atletiche ci va accompagnato in auto dal compagno della rosa Federico Margotto. «Sono pochi chilometri da casa ma servono per cementare l'amicizia. Da sei anni milito nel settore giovanile del Valgatara. Ho iniziato a Bure poi tre anni al Valpolicella e in prima superiore la scelta di andare a Valgatara. A spingermi comuni amici che avevano scelto il sodalizio rossonero», continua il racconto Nicola, al quinto anno all'istituto alberghiero "Carnacina" di Bardolino. «Diciamo che la mia priorità al momento è lo studio e una volta diplomato valuterò bene se seguire qualche progetto Erasmus all'estero. Il mese d'agosto sarà quello delle scelte. Il calcio? E' una parte della mia quotidianità. Mi appassiona e mi prende come il ruolo di mezz'ala. Più che i piedi da cucitore di manovra ho il passo da "guastatore". Rincorro e ringhio sugli avversari, porto il pallone, a chi sa inventare». Sull'ottimo momento del Valgatara in testa al gironcino grazie a tre vittorie e una sconfitta e con già il turno di riposo assolto, è entusiasta. «Domenica abbiamo sconfitto il San Martino al termine di una sfida tosta e tirata. Nel mio ruolo è arrivato all'ultimo un giocatore di grande esperienze e capacità come Tanaglia. Ma non solo lui. La concorrenza è di grande spessore e sinceramente non penso di avere i numeri per competere con loro. Però ci sono. Se serve sono pronto a dare il mio contributo. Il mister Jodi Ferrari ci tiene tutti sulla corda e a questo punto del torneo lui e tutti noi più di un pensiero in grande lo facciamo», continua Marini tifoso del Chievo.

«Sono uno dei pochi», ride, «è stato papà Marco che è nativo di Chievo a trasmettermi la passione per i colori della Diga. Il mio idolo? Mi piace molto Kevin De Bruyne del Manchester City mentre tra gli italiani Nicolò Barella dell'Inter». In attesa di avere più spazio in campo Nicola ha già le idee chiare sul pranzo da preparare in caso di promozione. «Come primo un risotto al radicchio rosso e monte veronese, di secondo anatra con una salsina al miele e recioto mentre come dolce una classica mille foglie».