Occhio, c’è Bissogol «I palloni vaganti erano il mio pane»

05 giu 2021
Gianluca Bissoli  nel 2003:  era al Lugagnano in Eccellenza e si infortunò Gianluca Bissoli nel 2003: era al Lugagnano in Eccellenza e si infortunò

“Bissogol”. Tutto attaccato. Uno slogan che si appiccica sulla maglia al bomber del passato Gianluca Bissoli. Più di trecento le reti messe in fila tra le innumerevoli squadre della Provincia dal ragazzo, ex, di Lugagnano nella sulla lunga carriera. Una dozzina le squadre che hanno beneficiato del suo istinto sotto rete con ben sette campionati vinti da “Bisso”, ancora in attività con la maglia dei Gialloblù ‘70. «Mi alleno e diverto con loro nelle partite di beneficenza. A contattarmi è stato un mito come Domenico Penzo», racconta. Una passione quella per il calcio che pulsa continuamente nel cuore di Bissoli, che ufficialmente ha appeso le scarpette al chiodo a 38 anni. «L’ultima maglia è stata quella del Valgatara e insieme abbiamo vinto il campionato di Terza». Poco più che una formalità per chi ha passato quasi tutta la carriera in Eccellenza, conquistando tre volte il titolo di capocannoniere con il Lugagnano la squadra del suo paese. «Ho debuttato a 16 anni in Promozione con mister Apostoli a San Michele allo stadio “Tiberghien” e da lì è partita una lunga storia che mi ha portato subito dopo al Cavalcaselle di Salvatore Commendatore, un grande presidente. Lo ricordo con affetto cosi come Luigi Residori del Lugagnano», racconta Bissoli attaccante alla Inzaghi. «I palloni vaganti in area erano il mio pane. Arrivavo sempre un attimo prima dei difensori. Che battaglie con Marco Baietta del Sona o Matteo Pagani della Montebaldina, duo “ossi” duri ma leali. Il gol più bello? Beh senza dubbio quello siglato ad Este dal cerchio di centrocampo. Assist di Bergamaschi, vedo il portiere fuori dai pali e zac… pallone imprendibile nell’angolo alto della porta. Chiedetelo al mister “Puma” Montagnoli se lo ricorda ancora molto bene. Ma sono particolarmente affezionato al mio primo gol assoluto realizzato al Contarina con i gialloblù del Lugagnano», continua Bissoli in campo sempre con la maglia numero 9. «È il mio numero anche se ammetto che a volte, arrivando in società nuove, non ho puntato i piedi e l’ho lasciato a chi aveva più anzianità di me. In quel caso mi prendevo l’11. Che coppia con Stefano Sauro o Pippo Perbellini, ci divertivamo davvero a far ammattire le difese avversarie. Ma sarebbero molti i compagni di squadra da citare. Anche gli allenatori. Però ce ne sono stati tre che sono stati fondamentali nella mia crescita di giocatore. Marco “Puma” Montagnoli ai tempi del Lugagnano: una persona di grande carisma e grinta. Roberto Mazzi al Cavalcaselle e poi al Lugagnano mi ha aiutato a crescere in autostima, e personalità mentre Marcello Giglio, al Villafranca, ha saputo lavorare sul mio carattere aiutandomi ad essere più calmo e razionale. Tra i suoi tanti primati figurano anche i trenta gol segnati in venticinque partite, in Prima Categoria, con l’Ambrosiana. «Ogni squadra mi ha regalato emozioni uniche ma pure amare sconfitte. I maggiori ricordi sono legati al Lugagnano dove ho accumulato il maggior numero di presenze. D’altronde è la squadra del mio paese, il mio mondo». •.