di Riccardo Perandini

Parona, c’è Nardone Un “digital strategist” in mezzo al campo

QUI ARGENTO 16 mar 2022
Nardone la mente del Parona Nardone la mente del Parona

Digital strategist nella vita, regista dal piede educato nel cuore del centrocampo del suo Parona. Fausto Nardone è uno tra i profili scelti dai valpolicellesi per la corsa al Pallone d'argento. Tra le menti della mediana biancoverde, Nardone, ventinove anni, è un riferimento. Nel pieno della sua maturità calcistica, è un metodista abile ad impostare, gagliardo quand'è ora di rubar palla: buona visione di gioco, passo svelto. Uno degli uomini di peso, assieme agli storici, tra cui spicca capitan Daniele Begnoni, di uno spogliatoio che necessita dell'apporto di tutto il collettivo per centrare la salvezza nel girone A di Prima Categoria. «Io candidato? Un piacere - riflette Nardone - ma il vero Pallone d'argento è la permanenza in categoria. Per noi è una stagione complessa: dobbiamo chiuderla in crescendo, da squadra. Dobbiamo ritrovare il vero spirito del Parona. Spesso ci fermiamo alla buona prestazione: non basta, non deve bastarci. Conta stare attaccati al risultato, soprattutto in questa fase del campionato». Il nome di Nardone è stato scelto dalla società: attestato di stima per un centrocampista che da quattro anni figura tra i ranghi biancoverdi. «Il ds Diego Bertani me l'ha comunicato - prosegue - conosco il concorso, fa parte dell'annata sportiva dei dilettanti da anni. Partecipare è piacevole, ma festeggiare la salvezza lo sarebbe di più. Io ci tengo davvero, compagni, staff e società pure. Sappiamo che l'obiettivo dipende da quanto sapremo essere un blocco unito». Per il Parona è un anno in saliscendi. Discontinua è la creatura di Pienazza, pecca talvolta di concretezza. Apprezzabile per potenziale, non per una continuità di risultati che, ad oggi, è il vero tallone d'Achille. «Spesso giochiamo bene, creiamo più occasioni da rete dell'avversario - la lettura di Nardone - ma abbiamo buttato alle ortiche più partite che avremmo tenuto in pugno sul piano del gioco. Spesso è una questione di mentalità: fa la differenza quanto sai essere esigente con te stesso. Nel calcio contano i fatti: dobbiamo fare tutti un passo in più». Il Parona è attualmente penultimo, con diciotto punti, ma la salvezza diretta dista sole quattro lunghezze. Un indice attendibile del solido equilibrio che caratterizza il campionato. «Non nego che durante l'anno abbiamo avuto qualche vicissitudine - conclude - ma fa parte del gioco. Chi veste il biancoverde ha a cuore questi colori: il gruppo c'è, lavora insieme col sorriso, volentieri: c'è unità d'intenti. In cuor nostro sappiamo di non valere il penultimo posto. Ma è una consapevolezza che dobbiamo tradurre in punti, altrimenti sono chiacchiere che il vento porterà con sé: ce lo siamo ripetuti più volte. E' giunto il tempo dei fatti: dimostriamo di valere la categoria. Sarebbe il nostro Pallone d'oro». •.