Santi, il baby dell’Intrepida che mobilita San Michele

RIVISTI IN TV Ospite di «Road to Pallone d’oro» a TeleArena il diciassettenne che si trova al terzo posto in classifica 30 apr 2021

Leonardo Santi è esattamente il profilo ideale della Promessa che «Pallone d’Oro Forever» sta cercando. Una Promessa di Bronzo, in questo caso, perché Leonardo gioca nell’Intrepida. Prodotto del vivaio, dove ha sempre e solo giocato, espressione del suo quartiere, al quale è legatissimo, ed un futuro intero davanti, visto che di anni ne ha solo diciassette pur essendo già nel giro della prima squadra. Insomma, l’identikit perfetto.

Il protagonista di «Road to … Pallone d’Oro» di questa settimana è lui. Terzo posto in classifica con la bellezza di 7.269 punti «che non sono per niente pochi», assicura in collegamento Skype, «e di questo non posso che ringraziare tutti quelli che si sono mossi per aiutarmi». C’è tutta San Michele dietro a Leonardo. «Sì, a partire dal cartolaio che è il primo a procurarmi i giornali con i tagliandi», racconta. «Poi ci sono i nonni, gli amici, gli altri del quartiere e i miei genitori. Alla sera ci sediamo assieme e li compiliamo uno ad uno». Un’organizzazione praticamente perfetta perché la vetta è lì, ad un passo «anche se i rivali li vedo parecchio agguerriti», sorride dando uno sguardo alla classifica. Ma Santi può contare su una comunità intera ed un ambiente che conosce benissimo. «Ho tirato i primi calci proprio all’Intrepida quando avevo tre o quattro anni. Ho fatto tutta la trafila fino ad arrivare in prima squadra. Mi sono allenato con loro, sono andato spesso in panchina e, probabilmente, se non ci fosse stata la pandemia avrei anche debuttato. Ecco, quello è il mio primo obiettivo sportivo dopo che tutto questo sarà finito». Già, la pandemia.

Una maledizione che si è abbattuta anche sullo sport. «Mi è mancato lo spogliatoio, mi manca la tensione prima della gara, mi manca la partita», cerca di spiegare il giovane attaccante dell’Intrepida. «Ora siamo tornati ad allenarci ma, senza i novanta minuti la domenica è come la scuola in Dad». Un esempio mica casuale perché Leonardo, essendo uno studente delle superiori, ha provato sulla sua pelle due anni di didattica a distanza. «Diciamo che sfrutto gli allenamenti per rivedere i miei compagni, visto che si è creato un bellissimo gruppo, e per cercare di tenermi in forma. Abbandonare il calcio a causa della situazione attuale? Non ci penso neanche. Anzi, ringrazio mio zio Andrea che ha giocato a calcio e mi ha sempre affiancato dandomi i consigli giusti». Col calcio giocato in stand by c’è l’iniziativa de L’Arena a tenere viva la competizione. «Vi garantisco che è una bella sensazione essere al centro dell’attenzione. Vedere le classifiche, sapere che tanta gente ti sostiene e ti aiuta», spiega. «È anche una responsabilità perché, prima o poi, vorrei ripagare la fiducia di tutti facendo grandi cose sul campo. Mettendocela tutta per portare in alto l’Intrepida». Il tempo non gli manca di certo, Leonardo è tra i più giovani in gara ma l’ambizione non gli fa difetto. «Beh, sarebbe bello vincere la classifica», ammette candidamente, «però non è facile. C’è da lottare punto su punto ma ci proveremo assieme a tutto il quartiere. Raccoglieremo quanti più tagliandi sarà possibile. Anzi, ne approfitto per fare un appello: datemi una mano che vinciamo assieme».