di Luca Sguazzardo

Speme, sangue freddo. C’è l’ultima chiamata

L’ANALISI 06 apr 2022
Nubi all’orizzonte Delicata la situazione del San Martino di Mister Colantoni Nubi all’orizzonte Delicata la situazione del San Martino di Mister Colantoni

Anche domenica scorsa a Mestre il San Martino Speme ha giocato una partita al limite della perfezione, andando in vantaggio meritatamente con un delizioso tocco di Daniele Antinoro, che al 27’ del primo tempo approfittava di una incomprensione della difesa del Mestre e meritatamente portava in vantaggio il San Martino. Solo fino al 23’ della ripresa, però, quando Tardivo da oltre 35 metri ha trovato impreparato Scalera portando il risultato sull’1-1. Poi, il solito errore in fase di uscita dalla difesa ha permesso a Segalina di siglare il 2-1 definitivo. «Fino a quel punto della partita eravamo in controllo totale - afferma Mario Colantoni, mister del San Martino -. Anzi, nell’intervallo avevo chiesto ai ragazzi di pressare di più la difesa degli arancioneri perché la nostra impressione era che potevamo segnare anche il secondo gol. Non avevamo corso nessun pericolo e i nostri avversari addirittura non avevano mai calciato verso la nostra porta». Poi al 23’ tutto è cambiato. Il tiro di Tardivo, molti anni fa, avrebbe partecipato alla finale dell’Eurogol dell’anno. È stato l’episodio che ha cambiato radicalmente la gara. Quindi Segalina, pochi minuti dopo, ha messo il timbro definitivo regalando al Mestre 3 punti preziosi quanto immeritati. «La squadra mi è piaciuta - continua Colantoni -, almeno fino all’episodio che ha determinato la svolta». E qui esce l’esperienza, fondamentale in una categoria come la Serie D che non perdona. Appena si sbaglia, il castigo arriva inevitabile. Il San Martino paga dall’inizio della stagione questo fatto: ti distrai un attimo e la frittata è fatta. Domenica va aggiunto il fattaccio del portiere Gianmarco Scalera che, al 33’ della ripresa, al momento della sostituzione con Mora perde il controllo, insulta il suo allenatore e distrugge una porta dello spogliatoio. «Giusta o sbagliata che sia la decisione, per me è stato un cambio normale perché avevo capito che non era tranquillo. Il suo comportamento non mi è piaciuto», conclude il mister nerazzurro. Adesso si aspettano le decisioni della società. •.